Passieparole

Girando per l'Italia che cammina e che legge


Lascia un commento

Sulle strade, il festival che non ti aspetti

 

sullestrade

Certo, in Italia ci saranno festival del viaggio più conosciuti e più consolidati. E certo avranno in programma ospiti senz’altro di maggior richiamo del sottoscritto, peraltro con pretese assolutamente diverse. Ma che dire, sono reduce da Sulle Strade, alla sua prima edizione. E anche se c’è già un giorno e diverse centinaia di chilometri a separarmene, coccolo ancora il piacere di averci partecipato, anzi, con una punta di orgoglio, di aver addirittura partecipato all’incontro di apertura.

C’è qualcosa di bello comunque in ogni prima volta che chiama in causa la cultura e la voglia di guardare e appartenere al mondo, tanto più se il soggetto promotore è un piccolo comune – Fumane – di un territorio bellissimo  – la Valpolicella – ma più noto per il vino che altro. Io però ho anche altri buoni argomenti, che richiamo in ordine sparso.

  • Per esempio il fatto che appena arrivato, poco prima dell’inaugurazione, ho percepito l’entusiasmo di tutto coloro che avevano preso parte alla costruzione del festival, compreso diverse decine di volontari.
  • Per esempio il fatto che mi sono trovato in un posto bellissimo, tra colline e vigneti, per di più con gli incontri ospitati in un centro di maturazione delle uve, anche questo un qualcosa che ha una forte valenza simbolica, quasi a unire la terra sotto i piedi e il sogno del mondo.
  • Per esempio il fatto che non è un festival del viaggio, ma più propriamente un festival del libro di viaggio, ben venga in un’epoca in cui il libro è negletto e anche qualche viaggiatore ritiene di poter rinunciare al libro e al taccuino, roba comunque da sacrificare al cospetto del navigatore.
  • Per esempio il fatto che uno non si sente scaraventato all’interno di un evento, ma accolto da una comunità di cui fanno parte anche i produttori di vino – che meraviglia il vino di queste parti – o gli amministratori, oppure anche i proprietari dei ristoranti e dei bed & breakfast,
  • Per esempio il fatto che sul palco non sono saliti solo autori o persone in qualche modo titolate, ma anche persone come tutti noi, che avevano da raccontare una loro esperienza.

Mi fermo qui. Non ho detto grandi cose, ma  richiamano ciò che penso dei festival. Mi diceva l’ideatore – Giorgio, libraio di Verona – che questa cosa ce l’ha avuta per la testa per 17 anni, solo che finora non era riuscito a muovere niente. Poi una volta deve aver parlato con qualcuno a Fumane e la cosa – sarà stato complice un bicchiere di troppo? – non è più stata un’idea, ma un progetto.

Mi fa bene pensare che a volte le cose vengono fuori così, quando magari non te l’aspetti più, con una chiacchiera o un brindisi che è una porta che si spalanca. Basta non averla sprangata prima quella porta, per rassegnazione sopraggiunta.

Ora, 17 anni dopo, penso che Sulle strade possa avere un gran bel futuro davanti. Io sto già accarezzando l’idea di tornarci. Come uno dei tanti curiosi che non cercano il protagonista, ma altricuriosi fatti della stessa pasta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Lascia un commento

Tra Creta e Verona, chilometri spesi beni

gianotti

Metti una sera a Verona, che non è proprio dietro l’angolo. E’ vero,  sei già a Udine, per una rassegna di autori toscani nelle meravigliose librerie del Friuli, il che vuol dire che sei un po’ più vicino, ma mica tanto, solo un po’. Tanto più che non c’è verso, prima che la notte finisca devi tornare a casa, a Firenze.

Metti però che quella non è una sera come le altre: c’è Luca Gianotti, che in anteprima presenta il suo nuovo libro, Rapporto a Kazantzakis, racconto di una traversata di Creta a piedi che esce per Edizioni dei cammini. Sarà in libreria lo stesso giorno che vedrà la luce anche un mio nuovo libro, sulla Via delle Foreste Sacre in Casentino. Appuntamento al Museo Africano – un posto bellissimo dai comboniani, dove già mi è capitato di presentare La strada delle legioni – ore 20.30.

Faccio due calcoli: certo sarà dura deviare da Udine a Verona e di lì riprendere per Firenze, assai più tardi. Però che dire: rivedrò Luigi, il titolare di Gulliver, una delle più belle librerie di viaggio in Italia; avrò modo di salutare Beppe del Cai e altri amici di Verona; soprattutto avrò finalmente modo di conoscere Luca, anche se in effetti mi pare di averlo già conosciuto, attraverso le sue pagine: sarà mai che è stato proprio lui a schiodarmi dai viaggi sognati sul divano e a spingermi al cammino?

Dura, certo: ma a parte le poche cose che ho potuto dire io, quando il microfono mi è stato messo tra le mani, sapete, non si contano le cose che mi sono portato dietro grazie alle parole di Luca.

Il suo libro non l’ho ancora letto. E’ in bella vista sul comodino, presto lo leggerò. Ma intanto ho capito che Creta non è solo il meraviglioso mare in cui tuffarsi, è anche i monti dietro, su cui inoltrarsi a passo lento, profumo di macchia mediterranea e odore di incenso nelle chiesette ortodosse. Ho capito, se ancora non lo avevo capito, che il cammino è scelta, prova, esperienza che va nel profondo. Che è ritorno su cui si misura il tempo e il cambiamento.

Intanto ho scoperto qualcosa anche su Nikos Kazantzakis  – scrittore che pensavo fosse da ricordare solo per Zorba il greco e il sirtaki, insomma solo una spanna sopra il folclore locale. Luca ci ha spiegato quanto complesso e tormentato e affascinante sia stato un uomo che, tra le altre cose, ha raccontato anche San Francesco – ecco qualcosa che mi riporta alle mie Foreste Sacre – per poi finire sepolto fuori dalla terra consacrata. Ne saprò di più tra poco.

Sono tornato a casa, più ricco di parole e di sguardi. E anche di gente perché, a dirla tutta, Luigi e Luca sono riusciti a mettere insieme almeno trecento persone, in una sera così. Che parlava di Creta o piuttosto di molto altro. Lezione importante, lezione che mi ha tenuto sveglio, mentre con la mia macchina tornavo verso casa.