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Parole come acqua nella piazza di Spignana

 

appenni

 

Metti una domenica di estate, tardo pomeriggio, in un piccolo borgo della montagna pistoiese, Spignana, che non è nemmeno facile arrivarci. Dopo San Marcello bisogna lasciare la strada per l’Abetone, inerpicarsi per una striscia d’asfalto che è meglio non guardare sotto, infilare una curva dietro l’altra. Chi mai ci sarà per un incontro sui libri una domenica di agosto, a Spignana?

Provo a convincermi. Lo faccio perché sono libero e Firenze è un inferno, in questi giorni torridi. Lo faccio perché sono comunque dentro il programma di Letterappenninica, che è un gran bel festival, pochi mezzi e tanta intelligenza per mettere insieme cultura e montagna. Lo faccio perché al mio fianco ci sarà un amico e collega come Mauro Banchini eallora qualcosa verrà fuori.

A Spignana non tornavo da tantissimi anni, dai tempi in cui un mio caro amico aveva preso una casa nei dintorni, così ci capitavo per gite e feste, perfino per qualche matrimonio. Non mi rammentavo la sua piazza: ed è in questa piazza che l’incontro è stato organizzato. Il bar, le case tutte intorno, la chiesa con il campanile che si staglia sull’azzurro del cielo, il grande albero che regala ombra. E le sedie, le sedie tutto intorno, non tanto per me, ma perché così si fa d’estate, ci si siede in piazza, per prendere il gelato, per giocare a carte, per fare quattro chiacchiere, a volte anche per sentire un tizio che parla di libri.

È bello stare in piazza, avere una piazza come un salotto all’aperto, dove incontrarsi. Avverto il morso dell’invidia. Forse anche solo per questo, mi dico, valeva la pena.

Il tema di Letterappenninica 2018 era l’acqua, tema non da poco, come ben spiega uno dei grandi animatori del festival, Federico Pagliai: “La montagna è lo scivolo dell’acqua e proprio un immaginario viaggio fra terre alte e terre piane è il nostro scenario, che attraversa, e cerca di animare, piccoli borghi e percorsi della natura”.

C’entra molto, l’acqua, anche con uno dei libri di cui parlerò, L’aria ride, racconto di un cammino in compagnia con Dino Campana e i suoi Canti Orfici.

Ma acqua significa anche scorrere e scorrendo occupare spazi vuoti e ridare vita. Anche le parole sono acqua, a volte. Lo sono, tra la gente in una piazza di montagna. In una domenica d’agosto, dove insieme si sta bene.

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