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Girando per l'Italia che cammina e che legge


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Quella copertina che è come un bel cappotto

treuominiapiediLa copertina giusta è come un bel cappotto, elegante e caldo, che avvolge le mie parole mentre camminano per il mondo, mentre vanno a un appuntamento con i miei lettori.

Ecco, giusto qualche giorno fa leggevo queste parole di Jhumpa Lahiri, tratte da Il vestito dei libri, una straordinaria riflessione su ciò che più di tutti fa del libro uno splendido oggetto da tenere tra le mani, accarezzare con gli occhi, custodire con piacere su uno scaffale: la copertina.

A volte finiamo per comprare un libro anche solo per come si presenta tra centinaia e centinaia di altri. Magari non conosciamo nemmeno l’autore, né sappiamo bene di cosa tratti, ma con quella copertina ha stabilito un contatto e ci ha sedotto.

Poi il rapporto tra l’autore e la copertina di un suo libro è un’altra cosa. La copertina che l’editore propone è come il segnale di uno starter: il libro è pronto alla partenza. Anzi, il libro è stato già letto, interpretato, tradotto da chi la copertina l’ha creata.

E non sempre funziona, è evidente. Talvolta l’autore non ci si riconosce. Mi immagino che sia lo stesso quando si intercetta un proprio lavoro consegnato a una lingua di cui non si riesce ad afferrare nemmeno una parola.

Talvolta, invece c’è proprio la copertina giusta. E per Tre uomini a piedi, con cui esco in questi giorni, sono convinto che ci sia. Ho avuto la fortuna di capitare con uno dei migliori illustratori che ci siano in circolazione, Riccardo Guasco: e ora potete tutti considerare che cosa ne sia venuto fuori.

Non mi stanco di considerare le linee, le scelte dei colori, la composizione. E ogni volta sono più contento. Non è solo bello. Mi sembra che Riccardo abbia saputo spremere il succo di ciò che ho provato a trasmettere con le mie parole. Come se si fosse davvero camminato insieme, fianco a fianco, per un bel pezzo di strada.

Proprio un bel cappotto, elegante e caldo. Roba che il caro vecchio Jerome di Tre uomini in barca schiatterà di invidia, se solo gli capiterà di vederla, dal luogo da dove pigramente trascorre la sua eternità.

E vai a sapere se qualcuno non finirà a comprarlo solo e soltanto per la copertina. Non dispiacerebbe né a me, né a Riccardo, né, sono sicuro, all’editore.