Passieparole

Girando per l'Italia che cammina e che legge


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In movimento con le Donne in Corriera

donneincorriera
Si chiamano Donne in Corriera e il nome già mi piace molto, ma ancora più bello è quanto fanno, nella loro Puglia e in giro per l’Italia. Ho la fortuna di averle conosciute, di essere stato più volte invitato a loro incontri – l’ultimo a Bari l’altro giorno per presentare Il sogno delle mappe alla libreria Laterza – di condividere con loro alcuni progetti e ora – che orgoglio – anche di esserne diventato socio onorario.
Nasce nel giugno 2011, da un gruppo di amiche, questa associazione culturale: come naturale evoluzione dell’amore per la lettura – spiega il sito – che le aveva già unite da tempo durante serate ove ciascuna sottoponeva brani di libri famosi o solo piaciuti, ispirati ad un argomento prestabilito.
E col tempo quante cose: incontri in libreria, ma anche visite in biblioteca – una caratteristica dell’associazione è proprio la ricerca dei luoghi del libro, mi sembra importante – i viaggi alla scoperta dell’Italia culturalmente più affascinante, i ponti lanciati ad altre realtà per condividere e costruire insieme….
Senza la parola, senza la scrittura e senza i libri non si dà storia, non esiste l’idea di umanità.  E’ la frase di Hermann Hesse che saluta chi va a trovare queste donne, queste amiche, sul loro sito.
Vi invito ad andarci e non aggiungo altro, se non la convinzione, ogni volta che ritorno da Bari, che l’Italia sia molto migliore di quanto ci tocca dipingerla: grazie a realtà così, grazie alla rete invisibile che un giorno le unirà.
bologna


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Portando in giro il sogno delle mappe

“Le mappe sono un modo di organizzare la sorpresa”, scriveva Bruce Chatwin.

Ci sono i mappamondi su cui ancora oggi i bambini sognano e ci sono i sogni che le mappe dei sentieri alimentano in ogni camminatore, non importa di quale età. Ci sono gli antichi atlanti di un mondo che attendeva di essere scoperto e ci sono le carte che ancora oggi accompagnano il viaggiatore, nell’epoca dei Gps e e di Google Earth.

Malgrado le tecnologie digitali e una geografia di cui si vorrebbe fare a meno continuano a sedurre, emozionare, narrare.

Le mappe sono la nostra isola del tesoro, e in esse è ancora possibile ritrovare noi stessi e i nostri viaggi. Io ho provato a raccontarle in questo mio piccolo libro – Il sogno delle mappe – uscito in queste settimane per la Piccola filosofia di viaggio di Ediciclo.

Ricomincio a girare l’Italia, in molte librerie. Per parlare insieme di mappe e dei loro sogni.

meister

 

 


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A San Benedetto l’Italia dei libri e dei cammini

San Benedetto Val di Sambro, un sabato pomeriggio di primavera. Chi ci sarà mai, in un giorno così, alla presentazione di un libro? Tanto più che in contemporanea c’è anche un matrimonio. Figurarsi, me l’hanno segnalato quasi per mettere le mani avanti. Mica male però: dai, ci sono ancora posti dove il matrimonio non è solo una questione privata, ma riguarda tutti.

Mi dispongo con quieta rassegnazione. In ogni caso mi godrò la bellezza dell’Appennino in un meraviglioso giorno di sole. Magari ne approfitterò per sperimentare qualche scampolo di sentiero.

Quest’ultimo proposito, per la verità, naufraga miseramente. Sono partito per tempo, ma non ho fatto i conti con la Variante di Valico, o meglio, con il navigatore impazzito al cospetto di uscite che non sono più quelle di un tempo. Pensare che ho sempre scandito il passaggio di questi monti con i nomi di località ormai quasi mitiche: Roncobilaccio, Pian Del Voglio, Rioveggio… i punti fermi di una mappa cui non mi sbarazzerò da un giorno all’altro. Abitudine e nostalgia, lo so: ma solo in questa spedizione – e solo a Sasso Marconi – ho inteso che questi nomi avrei ritrovato solo sul vecchio tracciato autostradale, non sulla variante che sembra la Svizzera.

benedettoInsomma arrivo a pelo, giusto in tempo per un caffè. Però che bella questa libreria, pare un focolare per un’intera comunità. Ci sono persino persone ad aspettare Tre uomini a piedi e le mie chiacchiere.

C’è chi ho già incontrato, come Stefano di Appennino Slow, una persona che sta facendo qualcosa di importante per far conoscere queste montagne e proporre viaggi intelligenti. C’è chi ho conosciuto per un saluto su Facebook, come Elisa, titolare di un Bed and Breakfast a Madonna dei Fornelli, che non può trattenersi perché stasera ha molti ospiti a cena, però un salutino voleva farmelo. C’è Fabrizio, che dialogherà con me durante l’incontro e che è una di quelle persone con cui è facile immaginarsi a cena, a conversare di cose belle e profonde. E c’è Loris, che da quel poco che ho conosciuto deve essere una macchina da guerra nell’organizzazione di manifestazioni che racchiudono un’idea di futuro, si tratti di una giornata di poesia in un borgo di montagna come di una passeggiata con i bambini per spiegare cos’è un bosco e perché è necessario proteggerlo.

Così è questo che mi viene da dire, seduto in questa biblioteca: sapete, sono fortunato. Lo sono perché mi capita di girare per l’Italia e incontrare persone come voi. E non lo dico per dire: ne sono convinto. C’è un paese che è migliore di quanto ci si immagini e ci si racconti. E’ qui, anche oggi, tra noi.

Vedrete cosa riusciranno a fare i libri – e i cammini – in questo paese.