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A Firenze Libro Aperto, parlando di come nascono i sentieri

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E dunque, i Tre uomini a piedi si sono messi in cammino e come prima tappa hanno deciso di fermarsi a Libro Aperto, il salone del libro che Firenze ospita per la prima volta in questi giorni. A proposito, se siete in zona, non mancate di fargli una visitina.

Questo salone è un azzardo, un’impresa da matti, un sogno, porta con sé le difficoltà, le approssimazioni, le incertezze di chi comincia qualcosa di importante, si fa largo tra le polemiche che a Firenze dispensiamo sempre a mani larghe, eppure è un progetto importante, che profuma di futuro e che nel presente già solletica il mio orgoglio di fiorentino e cittadino del mondo dei libri.

C’è tempo fino a domani: passateci per sostenerlo, per ritornare a casa con qualcosa in più e certo magari per fare visita anche ai Tre uomini ai piedi, allo stand di Ediciclo

Ma non è di questo che volevo parlare. E’ che ieri all’anteprima nazionale di Tre uomini a piedi, grazie alla presentazione della bravissima Alessandra Cafiero, ho provato a condividere alcune mie riflessioni sulla Via degli Dei che valgono anche per gli altri sentieri.

E in particolare: che camminare è un atto che ti mette di fronte alla tua solitudine ma poi richiama una moltitudine. Che è la moltitudine delle persone che quel sentiero lo hanno percorso.

Ancora di più: che quel sentiero lo hanno creato. Perché un sentiero non nasce mai per un atto amministrativo, per una decisione presa a tavolino. Queste cose semmai vengono dopo. Prima ci sono le persone che camminano.

Non si cammina perché ci sono i sentieri, ma ci sono i sentieri perché si cammina. I sentieri sonouno straordinario atto di creazione collettiva.

Beh, questo mi è venuto in mente. Magari ne parliamo in qualche altra occasione.