Da Mompracem alla Via Lattea con Erodoto108

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Si viaggia, come no, anche nei giorni della quarantena. Si viaggia tuffandosi tra le pagine di una rivista, distesi su un divano o seduti davanti a uno schermo. Si viaggia su un tappeto volante di parole che – senza mai rinunciare alla buona compagnia di foto e disegni – a volte diventa addirittura un’astronave. 

Impresa riuscita per Erodoto108, la rivista dei luoghi e delle storie nella cui redazione, evidentemente, non manca chi deve parte della sua educazione – sentimentale? – ai romanzi di Ray Bradbury, Isaac Asimov e Philip K. Dick. Il colpo di mano è andato a segno e ora circola un numero dedicato per intero ai viaggi nello spazio. Proprio nei giorni in cui pare un sogno avventato persino una vacanza a Riccione. 

A mio parere tutto è stato architettato quando ancora la parola lockdown non aveva cominciato ad aggirarsi come un discutibile virus linguistico. In ogni caso la vera impresa è un’altra: una testata trimestrale – una non-rivista come si schernisce il suo direttore – è riuscito a pubblicare uno dietro l’altro sei numeri on line, uno a settimana. Per di più gratis, grazie al contributo di tanti giornalisti, scrittori, fotografi, illustratori. Miracoli del lockdown, davvero. 

Vedremo dopo il viaggio nello spazio cosa potrà combinare Erodoto108, in ogni caso io sono contento che per puntare su Marte sia partito dall’isola che non c’è, o che forse solo che a modo suo: Mompracem. Di sicuro la redazione è ben provvista pure di coloro che sui libri del grande Emilio si sono educati – certo che sì, anche sentimentalmente. 

Dall’isola del Borneo alla Via Lattea, passando per le Alpi dei Walser o gli Appennini dei monaci guardiani degli alberi, per la Milano fotografata da Vittore Buzzi, oppure per i disegni della quarantena di Andrea Rauch, Lido Contemori e diversi altri.

E ora? Si vedrà appunto. Però è certo che tra qualche settimana Erodoto108 ripartirà per il viaggio più difficile. Si farà di nuovo di carta – colpo di bacchetta magica o, più verosimilmente, macchina spazio-temporale – e ripartirà per le librerie italiane e per le case degli abbonati.

Il viaggio più difficile, sì. Temerario, forse imprudente, più imprevedibile di un assalto di pirati o di una pioggia di meteoriti.

Viaggio, occhio all’etimologia di una parola curiosamente presa in prestito dall’occitano. Dentro non c’è la distanza ma ciò che è necessario portare con sé.

Per Erodoto108 il necessario è evidente: tante copie prese in libreria, soprattutto tanti abbonamenti fatti e regalati. Mi raccomando, è così che il viaggio prosegue. Si tratti di un tappeto volante o di un’astronave. 

 

Di libreria in libreria nella domenica dello shopping

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Mettete la domenica dello shopping natalizio, i viali intasati dal traffico, le vie del centro dove si sgomita, le file davanti alla cassa nel trionfo dell’acquisto che quasi sempre è superfluo. Mettete Firenze, che anche in un giorno così, malgrado tutto, sa essere bella: ancora più bella se è un dicembre sgombro di nuvole e con gli ultimi colori dell’autunno a resistere, persino qualche irriducibile foglia rossa ancora attaccata al ramo. Mettete la voglia di camminare in compagnia, per accordare i passi alle parole.

Ecco, anche quest’anno ci siamo riusciti: una piccola tradizione che si sta consolidando. Partire con la luce, avviarsi per le vie meno battute, accogliere il tramonto con letture e storie. Andando di libreria in libreria, perché sono luoghi preziosi, le librerie, soprattutto le librerie indipendenti: presidi di cultura, di socialità, di intelligenza collettiva, questo e altro sono le librerie, realtà da difendere con le unghie e con i denti, soprattutto con le nostre scelte di acquisto, non solo in giorni come questi.

E così siamo partiti, un bel gruppo di persone. Gli amici di Erodoto108, la rivista che quest’anno ha fatto una scelta decisamente controcorrente, passando dall’on line alla carta. Gli amici di Walden viaggi a piedi che camminano per il mondo ma non dimenticano le città e i quartieri che abitano. Dalla Libreria Tatata verso Porta Romana alla Piccola Farmacia Libraria di via di Ripoli. In mezzo la Fierucola del Pane, il tramonto a San Miniato, il sottoscritto che ha letto l’incipit de Gli occhi di Firenze e una poesia di Neruda dedicata all’Arno, Alessandro Vergari che, inesauribile, ha regalato a tutti notizie e storie della città.

Perché è così che funziona, vai per dire qualcosa ed è molto di più quello che impari. Impegni un pomeriggio prima di Natale e già pensi a quante altre passeggiate potrai fare insieme a primavera.

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