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Girando per l'Italia che cammina e che legge


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Tra Creta e Verona, chilometri spesi beni

gianotti

Metti una sera a Verona, che non è proprio dietro l’angolo. E’ vero,  sei già a Udine, per una rassegna di autori toscani nelle meravigliose librerie del Friuli, il che vuol dire che sei un po’ più vicino, ma mica tanto, solo un po’. Tanto più che non c’è verso, prima che la notte finisca devi tornare a casa, a Firenze.

Metti però che quella non è una sera come le altre: c’è Luca Gianotti, che in anteprima presenta il suo nuovo libro, Rapporto a Kazantzakis, racconto di una traversata di Creta a piedi che esce per Edizioni dei cammini. Sarà in libreria lo stesso giorno che vedrà la luce anche un mio nuovo libro, sulla Via delle Foreste Sacre in Casentino. Appuntamento al Museo Africano – un posto bellissimo dai comboniani, dove già mi è capitato di presentare La strada delle legioni – ore 20.30.

Faccio due calcoli: certo sarà dura deviare da Udine a Verona e di lì riprendere per Firenze, assai più tardi. Però che dire: rivedrò Luigi, il titolare di Gulliver, una delle più belle librerie di viaggio in Italia; avrò modo di salutare Beppe del Cai e altri amici di Verona; soprattutto avrò finalmente modo di conoscere Luca, anche se in effetti mi pare di averlo già conosciuto, attraverso le sue pagine: sarà mai che è stato proprio lui a schiodarmi dai viaggi sognati sul divano e a spingermi al cammino?

Dura, certo: ma a parte le poche cose che ho potuto dire io, quando il microfono mi è stato messo tra le mani, sapete, non si contano le cose che mi sono portato dietro grazie alle parole di Luca.

Il suo libro non l’ho ancora letto. E’ in bella vista sul comodino, presto lo leggerò. Ma intanto ho capito che Creta non è solo il meraviglioso mare in cui tuffarsi, è anche i monti dietro, su cui inoltrarsi a passo lento, profumo di macchia mediterranea e odore di incenso nelle chiesette ortodosse. Ho capito, se ancora non lo avevo capito, che il cammino è scelta, prova, esperienza che va nel profondo. Che è ritorno su cui si misura il tempo e il cambiamento.

Intanto ho scoperto qualcosa anche su Nikos Kazantzakis  – scrittore che pensavo fosse da ricordare solo per Zorba il greco e il sirtaki, insomma solo una spanna sopra il folclore locale. Luca ci ha spiegato quanto complesso e tormentato e affascinante sia stato un uomo che, tra le altre cose, ha raccontato anche San Francesco – ecco qualcosa che mi riporta alle mie Foreste Sacre – per poi finire sepolto fuori dalla terra consacrata. Ne saprò di più tra poco.

Sono tornato a casa, più ricco di parole e di sguardi. E anche di gente perché, a dirla tutta, Luigi e Luca sono riusciti a mettere insieme almeno trecento persone, in una sera così. Che parlava di Creta o piuttosto di molto altro. Lezione importante, lezione che mi ha tenuto sveglio, mentre con la mia macchina tornavo verso casa.