13 casette del libro per farci star meglio

Lo so, lo dico fin troppo spesso, però non mi stanco, magari uno si potesse sempre ripetere per cose così: esiste un paese assai migliore di quello che ci viene rappresentato, fatto di realtà che appunto il paese rendono migliore. Non fanno notizia, perché è un po’ come per quel detto cinese: si sente il rumore dell’albero che schianta non della foresta che cresce.  

Nei miei vagabondaggi per l’Italia più volte mi sono imbattuto in queste realtà. A volte penso che da parte mia scrivere è solo un pretesto per andare a scoprirle e farmi forte della passione e intelligenza di tante persone.

Capita anche che a volte certe scoperte avvengano sui social – a qualcosa servono davvero. L’altro giorno, per esempio: sul neonato profilo Instagram de I libri di Mompracem – che si occupa di promozione di libri e lettura – scopro un messaggio di Scambiamente: un’associazione che ha mosso i primi passi a Traversetolo, in provincia di Parma: e che per l’appunto si occupa di promozione del Bookcrossing e della lettura ad alta voce. 

Voglio saperne di più, leggo qualche articolo di cronaca locale, vado a curiosare su Fb: scopro tante iniziative, dalle letture con la compagnia del Libero Teatrino Perdigiorno alle passeggiate notturne e i laboratori di narrazione

Soprattutto leggo dell’installazione di 13 casette per lo scambio di libri sia per adulti che per bambini. Vedo le foto: sono bellissime. Presidi di cultura, semi di convivenza civile: i libri che si mettono in viaggio, vagabondi che vai a sapere dove arriveranno, che scoperte faranno, quali altre vite toccheranno. 

“Scambiamente – leggo sempre su Fb – è chi si mette in gioco per migliorare il paese in cui vive munendosi di gentilezza e creatività”.

Gentilezza e creatività: tutto questo mi fa star bene, è un’iniezione di fiducia in tempi grami. 

Prima o poi – penso – la Rete non sarà solo la tela intessuta dai social, sarà conoscenza, contatto, progetto comune di tante realtà. Prima o poi andrò a vedere di persone le 13 casette. 

Quando i libri arrivano in spiaggia

bagnovenezia

Lido di Camaiore, un tardo pomeriggio di agosto. Non c’è un alito di brezza, il sudore inzuppa la camicia. Del resto sono partito due orette fa da Firenze e lì sì che era un inferno, qui almeno la vista si spalanca sul mare.

C’è tempo per una passeggiata sul lungomare. Giusto per ritrovare il bambino che ero, le villeggiature con babbo e mamma. Lunghe pigre settimane di castelli sulla spiaggia, piste per le biglie dei ciclisti, spedizioni in triciclo fino al cinema Cristallo. Effetto Amarcord, cosa è rimasto e cosa non c’è più: in questa seconda categoria anche l’edicola con i libri di Salgari in offerta e la pizzeria con i profumi del forno a legna che erano una certezza, quella era la pizza più buona del mondo.

Eccomi arrivato, giusto a due passi dal Conchiglia, l’ombrellone, le sdraio, le cabine di una volta. Questo invece è il Bagno Venezia: e se sono qui è perché sono stato invitato per l’ultima serata di Un mare di libri, rassegna curata da Demetrio Brandi in una splendida terrazza conquistata agli aperitivi e ai pianisti di evergreen con basi registrate.

Incredibile, qui si parla di libri. Incredibile c’è gente che ha scelto di regalarsi due orette così, strappandole ai giochi e ai pisolini da spiaggia. Incredibile, accanto al bar c’è persino uno scaffale per il bookcrossing: non mancano i volumi appetibili.

Finalmente si alza la brezza, il sole è un disco rosso che sta per salutare. Mica male una Versilia così, una Versilia che non è solo svacco e movida. Sarebbe bello pensare che in tanti altri bagni delle nostre coste stia succedendo qualcosa di simile: scrittori ospitati, libri che girano tra mojitos e coppe del nonno. E perché no, magari anche un gruppo di lettura volante, per un’estate sotto l’ombrellone.

In ogni caso al Bagno Venezia il libro è arrivato dove non era scontato. Festeggio con una bella birra e i piedi tuffati nella sabbia più fine.