Va bene la Rete, ma quando ci rivedremo in libreria?

La domanda è sempre: allora ci vediamo? E diamo ormai per scontato che sarà attraverso lo schermo di un computer. Ricorderemo il 2020 anche per questo, per il gran balzo nelle nostre relazioni digitali, per il nostro mondo del libro che ha provato a ritrovarsi e riconoscersi sulla Rete. 

Chi l’avrebbe detto, quante cose abbiamo imparato. Che Zoom non è solo qualcosa che ha a che vedere con la fotografia, che Skype non è solo roba per gli studenti Erasmus, che Whereby non è il nome di una band del folk-rock celtico. E sì, dopo quella domanda – “allora ci vediamo?” – ci siamo abituati a quella immediatamente successiva: su quale piattaforma?

Ci siamo inventati aperitivi letterari e brindisi con l’autore a distanza, presentazioni in crossposting e gruppi di lettura on line….. E alla fine ci piace anche, è persino meno faticoso: sei nel salotto di casa e allo stesso tempo mille chilometri lontano, sei sulla pagina Facebook di una libreria ma puoi invitare anche amici di un’altra città. Troviamo irresistibile Streamyard, che ci regala l’emozione della regia e il bello della diretta, mettiamo persino volentieri in conto qualche problema di linea, il bello della diretta, appunto. 

Che dire, non so voi, non so come la pensate. Provo sentimenti contrastanti, che riassumo così.

In primo luogo, meno male che c’è la Rete. Nell’anno del distanziamento non solo ci ha tenuto connessi, ha fatto in modo che addirittura ci si riconoscesse come comunità – autori, librai, editori, lettori – credo assai più di prima. 

In secondo luogo, credo che di tutto questo qualcosa rimarrà – dovrà rimanere – anche quando ci saremo lasciati alle spalle l’epidemia. Non so se torneremo come prima a incontrarci di persona – ma prima erano poi tante frequentate le presentazioni? – so che sarà meglio pensare a qualcosa che metta insieme presenza e distanza, i nostri corpi e l’on line. E forse dalla Rete potremo ricavare qualcosa anche per cambiare i nostri “format” – uso un termine che non mi piace – per essere più rapidi, incisivi, colloquiali. 

In terzo luogo, e per dirla tutta: personalmente comincio a essere un po’ stanco di incontri che si misurano con visualizzazioni e mi piace, di followers di cui non incroci lo sguardo, di condivisioni e commenti al post come unica forma di interazione. 

Stanco, ma solo perché mi manca il resto: la libreria, come luogo di incontro, la libreria che è il vero nostro porto, dove attraccare e poi di nuovo salpare. Dove sentire il libro tra le mani e ragionare insieme. 

E voi?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.