In Romagna un arrivederci col sapore dell’Amarcord

Lo sapevo che sull’ospitalità romagnola c’era da scommetterci. Lo sapevo che ne sarebbe valsa la pena, malgrado i chilometri da macinare, le previsioni di nubifragio e il cuore pesante per l’epidemia galoppante. 

Lo scorso sabato pomeriggio: un invito da onorare per L’ambasciatore delle foreste, questo libro che continua a girare per l’Italia, chi l’avrebbe detto. Voglia così e così, ma anche un argomento decisivo: magari sarà l’ultima volta per parecchio tempo, poi vai a sapere quanto ci terrà a casa il virus. E poi, come sempre: se non si va non si vede.

Pomeriggio, il temporale si abbatte sull’autostrada per Ravenna, i vetri si appannano in continuazione, però anche così questi posti hanno un particolare fascino. A Bagnacavallo – la mia destinazione – diluvia. Chi mai potrà venire alla presentazione del sottoscritto? Fossi nei panni degli altri me ne starei a casa, io per primo. Con un buon libro magari. 

Almeno faccio in tempo a vedere qualcosa della città, che è bella e ben tenuta, sa di buona provincia, di storia non dissipata. Vale le scarpe zuppe e l’ombrello che dà forfait. 

Arrivo al minuto spaccato e incredibile, c’è gente sotto il tendone del centro sociale Amici dell’Abbondanza, un nome che già mi regala una dose di buon umore, un nome che forse solo da queste parti. C’è gente, ma ben distanziata, in questo spazio che è chiaro adoperano anche per le serate di liscio. Sul palco c’è un anziano che intrattiene con alcune poesie in romagnolo (non ci capisco niente ma ogni parola mi regala calore). 

Poi si comincia. Maestro di cerimonie è l’amico Paolo Casadio, uno scrittore che ha nel sangue il piacere dell’affabulazione, del discorso garbato, della buona compagnia. E poi ci sono le letture di Nadia, c’è la fisarmonica di Elena, che accoglie con Amarcord…. 

Mascherine, gel disinfettante, termometro digitale. Ma anche occhi attenti, sorrisi sinceri, in fondo persino la meraviglia dei passatelli (in rigorosa monoporzione). 

E io invece non con occhi attenti, ma umidi. Come sempre mi commuove la migliore Italia, che è più facile incontrare a Bagnacavallo che a Milano o a Roma. Come sempre, ma con un motivo di commozione in più. Perché hai voglia di usare Streamyard, Zoom e tutte le altre piattaforme delle videoconferenze. Utili, preziose: ma volete mettere?

E già guardo avanti, già conto i giorni, in attesa di ritrovarci.

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