Passieparole

Girando per l'Italia che cammina e che legge


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Di libreria in libreria nella domenica dello shopping

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Mettete la domenica dello shopping natalizio, i viali intasati dal traffico, le vie del centro dove si sgomita, le file davanti alla cassa nel trionfo dell’acquisto che quasi sempre è superfluo. Mettete Firenze, che anche in un giorno così, malgrado tutto, sa essere bella: ancora più bella se è un dicembre sgombro di nuvole e con gli ultimi colori dell’autunno a resistere, persino qualche irriducibile foglia rossa ancora attaccata al ramo. Mettete la voglia di camminare in compagnia, per accordare i passi alle parole.

Ecco, anche quest’anno ci siamo riusciti: una piccola tradizione che si sta consolidando. Partire con la luce, avviarsi per le vie meno battute, accogliere il tramonto con letture e storie. Andando di libreria in libreria, perché sono luoghi preziosi, le librerie, soprattutto le librerie indipendenti: presidi di cultura, di socialità, di intelligenza collettiva, questo e altro sono le librerie, realtà da difendere con le unghie e con i denti, soprattutto con le nostre scelte di acquisto, non solo in giorni come questi.

E così siamo partiti, un bel gruppo di persone. Gli amici di Erodoto108, la rivista che quest’anno ha fatto una scelta decisamente controcorrente, passando dall’on line alla carta. Gli amici di Walden viaggi a piedi che camminano per il mondo ma non dimenticano le città e i quartieri che abitano. Dalla Libreria Tatata verso Porta Romana alla Piccola Farmacia Libraria di via di Ripoli. In mezzo la Fierucola del Pane, il tramonto a San Miniato, il sottoscritto che ha letto l’incipit de Gli occhi di Firenze e una poesia di Neruda dedicata all’Arno, Alessandro Vergari che, inesauribile, ha regalato a tutti notizie e storie della città.

Perché è così che funziona, vai per dire qualcosa ed è molto di più quello che impari. Impegni un pomeriggio prima di Natale e già pensi a quante altre passeggiate potrai fare insieme a primavera.

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In viaggio per cercare Re Artù

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«Mi interessa Re Artù prima che diventi verso di poeti, personaggio di romanzi, ispirazione per il cinema. Anche se è per tutto questo, in effetti, che Re Artù è Re Artù. Almeno per me: l’uomo – o l’ombra – per cui mi sono messo in viaggio.»

Un viaggio tra Galles e Cornovaglia inseguendo l’ombra di Re Artù, mito tra i più grandi e affascinanti della nostra civiltà, lungo sentieri a picco sul mare, castelli di fantasmi, antiche battaglie, isole smarrite nelle nebbie, montagne abitate da giganti.

Tra i cavalieri della Tavola Rotonda e l’eterna ricerca del Santo Graal, si riannodano i fili di vicende che parlano ai nostri giorni: perché Artù, in fondo, non è altro che l’idea di un sovrano capace di garantire pace e giustizia. Anche per questo è un mito che non muore.

Si ritrova nelle miniere abbandonate, nei pub di campagna, nei campi da rugby, in abbazie che ricordano San Galgano nella sua Toscana. E soprattutto nelle parole dei grandi della letteratura, da Thomas Malory a Mark Twain, da Chrétien de Troyes a Dylan Thomas. Fino a una città dei libri – Hay-on-Wye – che alimenta le leggende e di per se stessa è già una leggenda.