Passieparole

Girando per l'Italia che cammina e che legge


I libri fanno bene all’ospedale

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Firenze, anzi, Bagno a Ripoli, ospedale di Ponte a Niccheri. Fuori è già primavera, ma in corridoio, nelle stanze dei ricoverati non sembra. L’umore è decisamente basso.

Poi, guarda caso, dal corridoio sbuca il volontario con un carrettino pieno di libri. Sono volumi della vicina biblioteca comunale, che fa servizio anche in corsia, per chi è costretto in un letto di ospedale.

Si avvicina ai pazienti, chiede con premura se si ha voglia di leggere. Poi suggerisce qualche titolo. Sì, ci sono anche i romanzi di Camilleri.

Non sarà niente di che, eppure è come se attraverso le finestre filtrasse un raggio di sole. Provo orgoglio per una sanità dove c’è posto anche per questa attività e gratitudine per chi ha scelto di fare volontariato portando libri in un posto come questo – sarebbe lo stesso certo anche per un carcere o una periferia.

E sono sempre più convinto che i libri, sì, i cari vecchi libri, possono essere compagni preziosi persino nei momenti più difficili….


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Firenze può essere il viaggio più lontano

«Non dare niente per scontato. Prescindere da ciò che si dice e legge. Evitare tappe obbligate e informazioni a uso e consumo. Privilegiare dettagli e note a margine, al posto di ciò che è assolutamente da vedere. E, in questo modo, predisporsi a possibili epifanie e abitare poeticamente Firenze».

È una delle città più fotografate, raccontate, celebrate al mondo, eppure ci sono ancora tanti modi di raccontarla.

Dipende dall’attenzione che le si dedica, dalle storie che si è pronti ad ascoltare, dalle strade in cui è ancora bello perdersi, fuori dai pochi metri quadrati dove si concentrano i turisti. La Firenze di un fiorentino come Paolo Ciampi, viaggiatore lento e inquieto, diventa allora un altrove di sogni, misteri, sorprese, più di tante altre destinazioni.

Forse il viaggio più lontano, anche se comincia fuori della porta di casa, passa per il pub di quartiere e si conclude nell’osteria degli amici di sempre: da mattina a sera in un incessante smarrirsi e ritrovarsi.