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La libreria che ci rende più sicuri

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Meno male che non c’è solo il bollettino delle perdite, sul fronte delle librerie. Ogni tanto passa qualche buona notizia e fa bene al morale intercettarla e tenersela stretta.

Per questo mi piace segnalarvi cosa è successo a Grosseto: non a Roma o a Milano, neppure a Firenze, perché è così, sempre più spesso nel nostro paese le buone notizie arrivano da dove non ci si aspetta.

A Grosseto da pochi mesi è nata una nuova libreria – Quanto Basta – con una particolare attenzione ai temi del viaggio: e già questa è senz’altro una buona notizia. Però se ci capitate, anche solo per dare un’occhiata, scoprirete che dentro ci sono diverse altre cose: per esempio un piccolo laboratorio artigiano, dove si producono oggetti e si tengono corsi di ceramica. Per esempio  un bar – che ha un’altra gestione – cui si accede anche tramite una scala interna.

Ma la cosa più interessante  è che questa realtà è partita grazie all’inserimento in un progetto pilota per la sicurezza urbana, con un bando per il recupero di fondi sfitti in quartieri in difficoltà. C’è più sicurezza – questo il ragionamento – dove ci sono negozi in esercizio, attività sociali e culturali, persone che animano una strada o una piazza con le loro iniziative. E diciamola tutta: meglio così che il coprifuoco.

Un’alternativa ragionevole, verrebbe da dire, a chi cavalca paure e invoca ronde. Ma soprattutto mi piace che si possa considerare una libreria come un pezzo significativo di una città più viva, più accogliente e persino più sicura.

Prova provata e riprovata: una libreria non è solo un negozio di libri. Per questo bisognerebbe tenerla come cosa cara. E se farla funzionare significa comprarci qualcosa – non è solo un negozio ma deve avere i conti in ordine come un negozio – ben venga. Non avrete il pacchetto di Amazon a casa, ma avrete i sorrisi, i consigli, le proposte di ragazzi in gamba.

Come è successo a me, l’altra sera, per la presentazione de L’ambasciatore delle foreste. Con quante idee sono tornato a casa. Quasi quasi ci ritorno presto.


1 Commento

Un gatto in libreria….

Lei è Lola…. e per la prima volta ho ceduto alla tentazione di postare un’immagine felina sui social. Una di quelle cose di cui un po’ ci si vergogna, come vedere la finale di Sanremo dall’inizio alla fine e magari fare persino il tifo. Un po’ nazionalpopolare, lo ammetto.

Però un gatto vuol dire casa, una libreria vuol dire casa (vago ricordo di Cicerone che affermava che una casa senza libri è come una stanza senza finestre), figurarsi un gatto in libreria…

E casa è ciò che rende più bello il ritorno…

lola