Passieparole

Girando per l'Italia che cammina e che legge

Metti una sera a Castelnuovo Berardenga

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geb

Comincia con una bella cena in compagnia, prodotti del territorio e tante idee che si mettono subito in movimento, pensare che fino a pochi minuti prima nemmeno ci si conosceva. Continua con una sala piena come non avrei mai potuto metter in conto, visto che è venerdì sera, che non mancano certo le alternative, che per di più questa non è una grande città. Finisce dopo tante domande e riflessioni, con indirizzi scambiati, progetti che, chissà, forse riusciremo davvero a far partire, un brindisi e anche i dolci che qualche socio ha portato: e per una sera dimentichiamoci della linea, tanto avremo modo di camminare e smaltire.

Ecco la sera che non ti aspetti, a Castelnuovo Berardenga, presso la sede del Gruppo escursionisti del posto. Ma forse prima ancora della sera, questa è la realtà che non ti aspetti.

In questo fazzoletto di Toscana, a non molti chilometri da Siena, la passione del cammino ha permesso di costruire un’esperienza che oggi conta 120 soci. Il Geb – questa la sigla –  ha una sede bellissima, messa a disposizione dall’amministrazione comunale a Palazzo Chigi – sì, la stessa famiglia di Palazzo Chigi a Roma. Propone un notevole programma – nei prossimi mesi per esempio si potrà attraversare l’Elba o tentare una spedizione in Val di Susa – ma soprattutto promuove la cultura del cammino: perché non si tratta mai solo di macinare chilometri e raggiungere una meta.”Siamo essenzialmente un gruppo di amici – si legge nel loro sito – che ama vivere la natura a piedi: perché amiamo i particolari, i colori, i profumi delle stagioni…” .

E c’è scritto anche questo, nel loro sito: “Fai camminare la mente”. Mi piace, questa frase semplice, mette in moto assai di più dei piedi.

Ho avuto modo di parlarne a lungo col presidente del gruppo, Angelo, con l’amica e collega che ho avuto accanto nella mia chiacchierata, Roberta, e con tanti altri soci che hanno partecipato alla serata.

Fai camminare la mente…. e perché no, è proprio per questo che credo che la scrittura sia importante, per chi ama il cammino. Non toglie nulla, anzi aggiunge. E se il cammino è una palestra di attenzione, un modo di prenderci cura di noi stessi, la parola aiuta. Accompagna e approfondisce. Illumina in modo diverso la nostra esperienza e fa sì che qualcosa di essa rimanga.

I passi ci cambiano, le parole ci cambiano.

Mi piacerebbe parlare ancora di queste cose. E far sì che un’esperienza di cammino possa diventare anche un luogo di sperimentazione della parola scritta, della parola condivisa.

 

 

 

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