Passieparole

Girando per l'Italia che cammina e che legge

Un cammino sotto la pioggia prima di chiacchierare

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viadegldiei10

Mica male, arrivare a presentare un libro su un cammino dopo aver camminato per un bel pezzo. Mica male, se poi arrivi insieme alle persone con cui hai condiviso un bel pezzo di strada, mescolando passi e parole.

Prima non mi era mai successo, solo una volta mi ero “conquistato” la presentazione con un discreto impegno fisico. Qualche anno fa, nell’ambito di una meravigliosa manifestazione, il Giro d’Italia in 80 librerie. A me era toccata la tappa da Livorno a Cecina, nel giorno più torrido dell’intera estate. Ero sceso di bici con una mezza insolazione. Per spiccicare parola avevo seccato una bottiglia d’acqua. Era stato un giorno meraviglioso.

Questa volta la sete non è stata un problema. Piuttosto di acqua ce n’è stata fin troppa, sulle nostre teste. Ma procedo per ordine, per dirvi che la cosa era stata organizzata dalla splendida Pro Loco di Vaglia (almeno fatemi ringraziare Sandro Corona, Sebastiana Gangemi e Costanza Villani), con la volontà certamente di parlare del mio libro, ma anche di raccontare le attrattive della Via degli Dei.

E prima di raccontare, non era meglio rendersene conto di persona?

Così era spuntata una vecchia amica, Elena Beleffi, nel frattempo diventata guida ambientale. Sua l’idea di far precedere alla presentazione un’esperienza di cammino.
Meteo impietoso, certo. Qualche esitazione alla partenza. Dopo pochi passi il diluvio ci ha costretto a rintanarci sotto un ponte della ferrovia. Ma poi in una dozzina siamo ripartiti per il nostro assaggio di Via degli Dei. Fino a Buonsollazzo, splendida badia che stringe il cuore vedere in questo stato di abbandono. E poi giù giù, fino al centro civico che ospitava l’incontro.
In che condizione? Vi dico come ero ridotto io. Fradicio, con i pantaloni inzaccherati fino al ginocchio e gli scarponcini da trekking buoni per i pesciolini rossi.

Certo non il look da una presentazione come le altre. Ho strizzato la mantella, l’ho ripiegata, mi sono messo a sedere. Sul tavolo già le copie di Tre uomini a piedi. Ho guardato le persone davanti, che erano molte. E poi ho cominciato a parlare, come si fa alla fine di una tappa. Come in un rifugio, magari con un bel fuoco nel camino a riscaldare.

Fradicio, non disidratato come l’altra volta. Ma un altro giorno meraviglioso.

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