Passieparole

Girando per l'Italia che cammina e che legge

La prima copia, come un arrivederci

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Beh, io ancora non me lo sono trovato tra le mani. Non l’ho toccato, non l’ho visto se non sullo schermo di un computer, la copertina in un file e poi la scansione delle pagine.  E vi assicuro, un libro senti davvero di averlo scritto solo quando per la prima volta puoi soppesarlo, sfogliarlo, rigirarlo come qualcosa di cui in effetti devi ancora prendere le misure.

Però mi dicono che in qualche libreria ha già fatto capolino. Il mio amico libraio – Andrea dell’Ora Blu, la libreria che ho sotto casa – mi ha rivelato che una prima copia è arrivata e se n’è subita andata.

Qualcosa di diverso dalla prima copia che ti ritrovi tra le mani, che è come una nascita. La prima copia venduta è piuttosto un fazzoletto sventolato alla partenza: la nave scioglie gli ormeggi e vai a sapere cosa ne sarà.

Ad Andrea ho provato a domandarglielo: chi è stato? Domanda che mi sa tradisce una qualche incertezza: chi può essere arrivato a tanto? Addirittura acquistare un mio libro.

Una ragazza, mi ha detto. Niente più.

Vai a sapere, magari è una buona camminatrice. Una delle tante che hanno già sperimentato la Via degli Dei. O che l’hanno messa in programma per la prossima primavera.

Vai a sapere. Sono contento e allo stesso tempo mi scopro più fragile: come se i Tre uomini a piedi si fossero congedati da me, per avventurarsi in un altro cammino.

Vai a sapere ora cosa dicono.

 

 

 

 

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